16.00 Medianeras / dalle 18.00 Kibaba Florence Festival

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Sabato 18 Ottobre


/ CINEMA ore 16.00

Medianeras – Innamorarsi a Buenos Aires

Un film di Gustavo Taretto
Con Pilar López de Ayala, Javier Drolas, Inés Efron, Carla Peterson, Rafael Ferro
Commedia, durata 95 min. – Argentina, Spagna, Germania 2011

Come possono due persone vivere in case adiacenti eppure non accorgersi minimamente della presenza l’uno dell’altra?
 Con la sua opera prima, l’esordiente Gustavo Taretto coglie le contraddizioni del mondo post-moderno contemporaneo con uno stile ironico e originale. Quella che, per alcune soluzioni visive, ha ricordato la commedia indie 500 giorni insieme, è una storia che parla di alienazione, di disagio e della disperata solitudine che interessa migliaia di persone, soprattutto in città popolose come la Buenos Aires del film.
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Ingresso
Intero € 7,00 • Ridotto € 6,00 per soci Unicoop e correntisti Banca di Cambiano


/ RASSEGNA / CINEMA dalle ore 18.00

KIBABA Florence Festival

/ ore 18:00
HEREROS ANGOLA
di Sergio Guerra
Angola

/ ore 19:30
SHORT FILMS FEAST
Pumzi, di Wanari Kahiu
Kenya
Kuhani, di Ntare Guma Mbaho Mwine
Uganda
Hasaki ya Suda, di Cedric Ido
Burkina Faso
Shadowtree, di Biju Viswanath
Zanzibar
Precipice, di Julius Amedume
Ghana/UK
Shoeshine, di Amil Shivji
Tanzania

/ ore 21:30
DAMARU
di Agbor Obed
Camerun

O ESPHINO DA ROSA
di Filipe Henriques
(Guinea BIssao/Portugal)
Prima Visione Nazionale
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Ingresso
Intero € 6,00 • Ridotto € 5,00 per soci Unicoop e correntisti Banca di Cambiano
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KIBABA FLORENCE FESTIVAL
Il Kibaka Florence Festival di Cinema Africano nasce nel 2010 come uno evento in cui presentare al pubblico un tipo di cinema alternativo, lontano degli stereotipi e dai luoghi comuni di un’Africa conosciuta soltanto attraverso le lenti interpretative di un Occidente forse troppo soddisfatto di se stesso.

Il Festival costituisce anche una preziosa opportunità di fruire di opere ambientate in Africa ma girate da registi non africani. “Kibaka“, infatti, nella lingua kimbundu, appartenente al vasto gruppo etno-linguisticobantu in uso nel centro-nord dell’Angola, significa “sedia”. Con questa parola ci si riferisce all’antica usanza degli anziani della tribù di raccontare una storia davanti ad un pubblico di giovani seduti, per tramandare le tradizioni della terra e degli antenati. Oggi, con una larga parte della popolazione giovanile africana che ha lasciato l’Africa per cercare fortuna ai quattro angoli del pianeta, nei villaggi vuoti gli anziani di siedono per ricordare noi giovani cresciuti lontano, bambini un tempo ed uomini oggi, lontani dalla nostra terra.

Su quelle sedie si proietta il passato e il presente dell’Africa. Come in un film.