15.30 Strange Way of Life / 16.15 Oppenheimer / 19.15 La verità secondo Maureen K. / 21.30 Frammenti di un percorso amoroso

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Venerdì 29 settembre


/ CINEMA ore 15.30

STRANGE WAY OF LIFE

di Pedro Almodóvar
con Ethan Hawke, Pedro Pascal, Manu Ríos, Pedro Casablanc, Sara Sálamo.
western, 31 minuti, Spagna 2023

Almodóvar trasforma il western classico hollywoodiano in un melodramma dove i dialoghi contano più dei silenzi e delle sparatorie, gioca con i codici del genere, preme sul pedale del revenge movie per poi soffermarsi sulla relazione queer che fa da motore alla storia.

Strange Way of Life segna il grande ritorno di Pedro Almodóvar (Dolor y gloria, La voce umana).
Questa commedia queer sexy, spassosa e appassionata, caratterizzata dal solito stile impeccabile del regista, vede Ethan Hawke (First Reformed, Trilogia di Before) e Pedro Pascal (The Last of Us, The Mandalorian) nei panni di due cowboy, pistoleri ed ex amanti che, tra tenerezza e colpi di scena, si ritrovano dopo venticinque anni. Presentato in anteprima al Festival del Cinema di Cannes del 2023, questo secondo cortometraggio in lingua inglese di Almodóvar ci regala una regia eccezionale e due protagonisti in forma smagliante.

 

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/ CINEMA ore 16.15

OPPENHEIMER

di Christopher Nolan
con Cillian Murphy, Emily Blunt, Robert Downey Jr., Matt Damon, Rami Malek.
biografico, 180 minuti, USA 2023

«Adesso sono diventato la morte. Un distruttore di mondi», dirà una delle più brillanti menti scientifiche della Storia, che da allora avrebbe cercato di farsi portavoce dei pericoli dell’uso militare della sua scoperta.

American Prometheus, il Prometeo americano, è il titolo della biografia di Kai Bird e Martin J. Sherwin da cui Christopher Nolan ha tratto il suo Oppenheimer.
Si tratta di un titolo ideale per una storia di genio e hybris, che sfocia in pura tragedia greca, ed è accesa del fuoco micidiale dell’atomica.

Premio Pulitzer 2005, il libro di Bird e Sherwin è un tomo di quasi settecento pagine, che copre in dettaglio la vita del «papà della bomba»; fitto di scienza (la fisica quantistica che Oppenheimer importò dall’Europa nelle università americane), di giovani studiosi decisi – come «Oppie» – a cambiare il mondo, e del magnifico fervore intellettuale (scientifico, ma anche politico, artistico e filosofico) che animava la prima metà del novecento, a cavallo tra il continente americano e quello europeo.

Dall’aderenza intellettuale ed emotiva alla «materia» di Robert Oppenheimer è uscito il film di Nolan di gran lunga più riuscito, il più bello e il più emozionante. Il primo in cui l’Idea emerge organicamente dalla fibra del fotogramma, dai raccordi tra le inquadrature, dai volti dei personaggi ripresi nella grandiosità del 65mm come se fossero dei paesaggi.
Per navigare questo kolossal d’azione parlata, densissimo di dettaglio storico e biografico sparati a velocità supersonica senza criterio di linearità, Nolan offre una traccia di lettura che Manohla Dargis sul «New York Times» ha giustamente paragonato a due strisce di Dna. Una è a colori e rappresenta il mondo della scienza, dell’intelletto, della creatività e dell’ardire, incarnato da Oppie (che ha i penetranti occhi azzurri, gli zigomi acuti e l’espressione febbrile di Cillian Murphy). L’altra, in contrastatissimo bianco e nero, è il mondo della manipolazione politica, del potere, delle ambizioni sbagliate, della mediocrità e dell’anti-intellettualismo, rappresentati dalla nemesi di Oppenheimer, Lewis Strauss (Robert Downey Jr., in forma splendida), l’ex direttore della United States Atomic Energy Commission e aspirante ministro del Commercio

Giulia D’Agnolo Vallan, Il Manifesto

 

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/ CINEMA ore 19.15

LA VERITÀ SECONDO MAUREEN K.

di Jean-Paul Salomé
con Isabelle Huppert, Grégory Gadebois, François-Xavier Demaison, Pierre Deladonchamps.
thriller, 122 minuti, Francia 2022

Il duo Isabelle Huppert – Jean-Paul Salomé si riunisce dopo il successo sorprendente di ‘La padrina’, per raccontare una storia vera di coraggio personale e di vergogna collettiva, in cui la violenza privata e quella politica si fondono letteralmente sulla pelle di una donna, costretta dalle circostanze e dalla propria forza di carattere ad una battaglia molto più grande di lei.

Il nuovo film che ha come protagonista assoluta Isabelle Huppert è tratto da un libro che ha fatto molto scalpore in Francia. Una scandalosa storia vera, quella di Maureen Kearney, rappresentante sindacale di una multinazionale francese. La sindacalista cercò di salvare 50 mila posti di lavoro, lottando con le unghie e con i denti contro ministri, politici e capitani d’industria, nonostante le intimidazioni e le umiliazioni subite. La trama è una clamorosa inchiesta giornalistica che ha pescato nei torbidi affari della politica industriale e nucleare del Paese.

 

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/ CINEMA ore 21.30

FRAMMENTI DI UN PERCORSO AMOROSO

— alle ore 21.30 la regista Chloé Barreau sarà in sala per presentare il film insieme al giornalista Giovanni Bogani

 

di Chloe Barreau
con Anne Berest, Laurent Charles-Nicolas, Ariane Deboise, Marco Giuliani, Anna Mouglalis.
documentario, 95 minuti, Italia 2023

Dopo la calorosa accoglienza veneziana, arriva allo Spazio Alfieri il documentario di Chloé Barreau. Che riprende (letteralmente) i suoi ex per fare «la somma di tutti gli amori». Dandoci uno specchio in cui guardarci tutti.

A chi appartengono i nostri ricordi?
Ne siamo proprietari?
Possiamo impedire a qualcuno di ricordarsi di noi?

Dai primi anni ’90, cioè dalla sua adolescenza, la regista Chloé Barreau ha iniziato a filmare con una videocamera digitale i suoi fidanzati e amanti, conservando le registrazioni. Oggi quelle immagini di feste casalinghe, uscite di gruppo e incontri amorosi, a volte clandestini, si collocano come contrappeso, pietra di paragone e rari documenti in dialogo con le interviste individuali che Barreau torna a registrare oggi con le stesse persone. Il fine è ricordare, a scopo terapeutico, dettagli, anche molto intimi, di ogni relazione, e confrontare le rispettive versioni delle cose, per capire cosa, nella memoria emotiva, sia rimasto. Un gioco di rispecchiamenti che presto si rivela una sorta di terapia individuale e in qualche modo anche di un gruppo. Tra i dodici interpellati, anche le attrici Anna Mouglalis e Jeanne Rosa e la regista Rebecca Zlotowski.
«Pochi documentari parlano d’amore. Eppure si tratta di una parte importante delle nostre vite reali, nonché di un tema centrale del cinema. Questo film vuole essere un invito a esaminare il proprio passato sentimentale, innescando una riflessione sulla memoria, le sue difficoltà, le sue ispirazioni. Sul modo in cui il nostro percorso ci forma, sui diversi amanti che siamo, di volta in volta. Ciò che è finito è ciò che resta, quando l’amore non c’è più» Chloe Barreau.

 

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Costo biglietti
intero • € 8,00
ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
ridotto studenti under 18 • € 5,00
ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00
omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica