15.00 e 19.30 Il labirinto del silenzio / 17.15 e 21.45 Steve Jobs

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Sabato 30 Gennaio


/ CINEMA ore 15.00 e 19.30

Il labirinto del silenzio

Di Giulio Ricciarelli
Con Alexander Fehling, André Szymanski, Friederike Becht, Johannes Krisch, Hansi Jochmann
durata 124 min. – Germania 2014

Il Labirinto del Silenzio, la ricerca della verità nella Germania che voleva dimenticare Auschwitz

Ambientato nella Germania degli anni ’50, a più di dieci anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il film diretto e co-scritto da Giulio Ricciarelli, mette in scena la storia di un giovane pubblico ministero che decide di battersi in favore della verità, combattendo il negazionismo, contro ogni ostacolo immaginabile, in un sistema dove era più facile dimenticare che ricordare. Sullo sfondo di eventi realmente accaduti, quest’opera prima, in corsa per gli Oscar 2016, affronta con uno sguardo diverso gli anni del “boom economico”, nell’epoca dell’ottimismo sfrenato, in cui le persone volevano solo dimenticare il passato e guardare avanti. Un capitolo poco noto della storia della Germania, che cambiò radicalmente il modo in cui i tedeschi guardano al proprio passato.

Johann Radmann, interpretato da Alexander Fehling è stato recentemente nominato pm e come tutti i novizi, inizialmente dovrà occuparsi di casi minori, di scarso interesse. Fino al giorno in cui il giornalista Thomas Gnielka (André Szymanski) porterà alla sua attenzione un caso diverso, secondo il quale un suo amico avrebbe riconosciuto un’ex guardia di Auschwitz, ora insegnante. Nessuno avrà la voglia perseguire legalmente quest’uomo, tranne Radmann che, contro il volere del suo diretto superiore, inizia a esaminare il caso facendo luce su una rete di repressione e negazione fino a quel momento celata. Erano gli anni in cui la parola “Auschwitz” alcune persone non l’avevano nemmeno sentita nominare, altre invece volevano dimenticarla il più in fretta possibile. Radmann incontra solo ostacoli sul suo cammino, fatta eccezione per il pm generale, Fritz Bauer, a cui presta il volto Gert Voss, che appoggia la ricerca del suo giovane collega, con l’intento comune di riportare all’attenzione pubblica i crimini commessi nel campo di concentramento.

Durante il processo di Norimberga tenutosi solo cinque anni prima degli eventi raccontati nel film, erano stati processati 24 tra i maggiori capi nazisti: “Diversamente dai processi di Norimberga, i processi di Auschwitz sono ancora oggi ignoti alla maggioranza delle persone e in un certo senso, consideriamo il nostro lungometraggio come un mezzo per evitare che restino sconosciuti” ha raccontato il produttore Jakob Claussen. Una storia certamente complicata da raccontare, per la quale Ricciarelli, italiano di nascita naturalizzato tedesco, ha scelto toni a metà tra il film storico e il thriller e un cast d’eccezione in primis Fehling e Szymanski, a cui si affiancano giovani attori come Friederike Becht, Johannes Krisch e Johann von Bülow.
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Ingresso
Intero € 7,00 • Ridotto € 6,00 per soci UniCoop Firenze e correntisti Banca di Cambiano

Dalle 19.00 alle 21.30
PROVA L’APERICINEMA DE “I RAGAZZI DI SIPARIO
con le specialità preparate dai ragazzi coordinati da Matteo Alessi
APERICINEMA • ingresso al film + aperitivo = € 12,00

 

/ CINEMA ore 17.15 e 21.45

Steve Jobs

VERSIONE ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO
Di Danny Boyle
Con Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Michael Stuhlbarg
Biografico, durata 122 min. – USA 2015

“Fassbender diventa Steve Jobs. Incarna l’idea che tutti noi abbiamo di genio e rivoluzionario.”
Mitizzata, controversa, ossessionata, sono attributi che ruotano spesso quando si parla di chi, nel bene e nel male, ha cambiato le nostre abitudini. Per raccontare Steve Jobs, Danny Boyle e lo sceneggiatore Aaron Sorkin scelgono tre momenti per tre atti della storia: il Macintosh nel 1984, NeXT nel 1988 e l’iMac nel 1998, più precisamente il dietro quinte delle presentazioni di questi tre noti prodotti, ormai Storia della Tecnologia.

Jobs, interpretato da un superbo Michael Fassbender nominato agli Oscar per il ruolo, si prepara, prova lo “speech” (il discorso) cerca una camicia col taschino adatto a inserire un floppy e cosi via. Gesti, ammiccamenti, arrabbiature, frustrazioni e confessioni che si ripetono sempre, e diverse, dietro ognuna delle tre presentazioni. In ognuno dei tre atti saranno ricorrenti anche gli incontri/ scontri con Steve Wozniak (un perfetto Seth Rogen), il partner dell’impresa partita dall’ormai celeberrimo garage di Los Altos, John Sculley (Jeff Daniels), CEO Apple, Andy Hertzfeld (Michael Stulbarg) ingegnere del software. E poi, onnipresente al fianco di Jobs, il capo del Marketing Joanna Hoffman (Kate Winslet, candidata agli Oscar per il ruolo).

Tratto dalla famosa biografia di Jobs di Walter Isaacson, giornalista statunitense che ha narrato, tra le altre, anche la vita di Einstein e Kissinger, Steve Jobs è una nuova opera sul leader di Apple che ha già una prima sfida in sè: cercare di essere diversa dall’ampia produzione che ormai già c’è sul creativo americano. Oltre i libri, esiste un film (poco riuscito) del 2013 con Asthon Kutcher, andando a ritroso negli anni Novanta, ricordiamo I pirati della Silicon Valley incentrato sulla rivalità Jobs/Bill Gates. E tanto altro ancora. La sfida di Jobs sicuramente non parte in svantaggio perchè schiera molte “leve” creative ed espressive importanti.

Certo alla regia fatta di inquadrature decentrate, sghembe e montaggi deliziosi (Eliot Graham) si aggiunge una “orchestra” di attori notevole: non solo Fassbender, perchè ognuno dice la sua in maniera tecnicamente forte. Sia Kate Winslet che un bravissimo Seth Rogen sganciato, e di molto, dallo stereotipo della commedia demenziale. Dulcis in fundo c’è forse il vero autore di Steve Jobs, o quantomeno quello più preponderante. Croce e delizia di quest’opera è Aaron Sorkin, tra i migliori sceneggiatori del momento a Hollywood.

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ORIGINAL VERSION WITH ITALIAN SUBTITLES
Danny Boyle’s biopic of the late co-founder of Apple Inc is stunningly scripted by Aaron Sorkin and features a microscopically calibrated lead performance from Michael Fassbender
The riveting method behind Boyle’s film, which stars Michael Fassbender and was scripted by Aaron Sorkin, is to turn Jobs’s chaotically varied but finally triumphant career into exactly that kind of great story. No coincidence is only a coincidence. Every detail tells us something about the mind that conceived it. Boyle, Fassbender and Sorkin have set about the process of creating art with the steely scrupulousness of master engineers – while the film itself insists on engineering as an art-form.

Whenever Apple’s more affable co-founder Steve Wozniak (Seth Rogen) tries to point out that a computer isn’t the same as a painting, Jobs immediately shotguns the idea to smithereens. Throughout the film, he likens himself to a great visual artist or composer – and when Woz asks him to define his hard-to-quantify role at the company (Jobs doesn’t write code or solder circuit boards), it’s artistry that gives him the perfect metaphor. “The musicians play their instruments,” he says. “I play the orchestra.”
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Ingresso
Intero € 7,00 • Ridotto € 6,00 per soci UniCoop Firenze e correntisti Banca di Cambiano