16.30 e 20.00 Youtopia / 18.15 e 21.30 Wajib – Invito al Matrimonio

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Domenica 6 Maggio


/ CINEMA ore 16.30 e 20.00

Youtopia

Di Berardo Carboni
Con Donatella Finocchiaro, Alessandro Haber, Matilda De Angelis, Pamela Villoresi.
Genere Drammatico, durata 94 minuti – Produzione Italia 2018

Le insidie di Internet e i rischi che i giovani corrono sul web sono raccontati in Youtopia, il nuovo film di Berardo Carboni. La storia di Matilde colpisce con la sua verità, con un linguaggio schietto e potente, capace di far riflettere non solo i ragazzi ma anche i genitori.
Matilde (Matilda De Angelis) ha diciotto anni, si è diplomata da poco e vive con la madre e la nonna. Una famiglia tutta al femminile, costretta a fare i conti con serie difficoltà economiche: la nonna affetta da Alzheimer ha bisogno di cure specifiche, mentre Laura (Donatella Finocchiaro) è una donna senza un lavoro, ormai rassegnata alla sua condizione di fallimento. Matilde deve così trovare un modo per poter sopravvivere, senza pesare sulla madre. Internet offre infinite possibilità di guadagno, soprattutto a chi è disposto a rischiare. E Matilde non ha paura di farlo.

Nonostante la sua giovane età la ragazza ha imparato presto a conoscere i desideri degli uomini, di qualsiasi generazione. La bramosia, le fantasie erotiche, il desiderio di possedere qualcuno: Matilde impara ben presto a confrontarsi con la parte più oscura di Internet, quella che spogliandosi davanti a una webcam, permette di fare soldi facilmente. Un rischio nel quale chiunque potrebbe incorrere, soprattutto chi è spinto dalla disperazione. Una condizione che il regista con Youtopia porta sullo schermo con una sincerità quasi disarmante, a tratti fredda, così da sbattere in faccia la realtà allo spettatore senza mezzi termini. Matilde si spoglia davanti al pc, con sguardo ammiccante e movimenti sensuali. Ma non appena termina la sua esibizione, la ragazza si rifugia sotto le lenzuola nella sua cameretta, con la testa coperta e le mani sulle orecchie, come a cercare protezione. Una lacrima veloce sul viso è l’unica manifestazione di dolore che la giovane si concede, pronta subito dopo a tornare al suo “lavoro”.
> Recensione completa di Margherita Mustari
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Ingresso
Intero • € 7,00
Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
Ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
Omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica
Ridotto studenti under 18 • € 5,00
Ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00

 

Dalle 19.00 alle 21.00
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APERICINEMA • ingresso al film + aperitivo = € 12,00

 

/ CINEMA ore 18.15 e 21.30

Wajib – Invito al Matrimonio

Di Annemarie Jacir
Con Saleh Bakri, Mohammad Bakri, Maria Zreik, Tarik Kopty, Monera Shehadeh, Lama Tatour, Samia Shanan, Jalil Abu Hanna, Ossama Bawardi, Ruba Blal
Genere: Drammatico – durata 96 minuti – produzione: Palestina 2017

Un viaggio urbano attraverso la Nazareth dei “palestinesi invisibili” tra sottomissione a Israele ed esilio all’estero, nonostante l’immondizia, la plastica e la polvere, Nazareth riesce ancora a brillare agli occhi di Shadi e Abu Shadi, che si riscoprono dopotutto padre e figlio.
Abu Shadi, 65 anni, divorziato, professore a Nazareth, prepara il matrimonio di sua figlia. Shadi, suo figlio, architetto a Roma da anni, rientra qualche giorno per aiutarlo a distribuire a mano, uno per uno, gli inviti del matrimonio come vuole la tradizione palestinese del “wajib”. Tra una visita e l’altra, le vecchie tensioni tra padre e figlio ritornano a galla in una sfida costante tra due diverse visioni della vita. Attraverso tortuose salite e discese di Nazareth, brucianti rancori e ricordi di famiglia tracciano la geografia di una città divisa, la storia di un popolo riflessa negli sguardi dei due uomini.

Il “wajib” dunque, “dovere sociale” riservato agli uomini della famiglia della sposa, diventa una scusa per la regista che guarda alla sua Palestina attraverso la relazione padre-figlio in cui si riflette l’intera comunità. I due uomini di due diverse generazioni rispecchiano due modi opposti di essere palestinese: se il padre rappresenta la sottomissione allo Stato d’Israele che passa per il compromesso e la paura, il figlio che ha preferito l’esilio, dà voce allo sradicamento e all’idealizzazione di uno Stato che non esiste più o non ancora. Il figlio rimprovera al padre la sua rassegnazione e la sua remissività al sistema locale di potere, compromessi e ipocrisie, a cui il padre oppone la fedeltà alla sua terra e un necessario pragmatismo; Shadi, invece…
> Approfondimento di Francesca Ferri su Mymovies.it
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Ingresso
Intero • € 7,00
Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
Ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
Omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica
Ridotto studenti under 18 • € 5,00
Ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00