17.30 Grazie a Dio / dalle 20.30 rassegna “Ecce Pizze”

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Lunedì 21 Ottobre


/ CINEMA ore 17.30

Grazie a Dio

di François Ozon
con Melvil Poupaud, Denis Ménochet, Swann Arlaud, Josiane Balasko
genere: drammatico – durata: 137 minuti – produzione: Francia 2019

In Francia, malgrado i tentativi di censura, è uscita l’opera di Ozon che denuncia la pedofilia e i silenzi della chiesa: “Grazie a Dio”, un film necessario. Orso d’argento a Berlino.
“Grâce à Dieu” è il titolo di un film che riprende una frase del cardinale Philippe Barbarin. L’arcivescovo di Lione, e come tale primate delle Gallie, è finito in tribunale con l’accusa di non avere denunciato un prete pedofilo della sua diocesi. Il pubblico ministero ha dissipato i sospetti che pesavano su di lui ed è assai probabile che il verdetto (previsto tra pochi giorni) assolva il prelato, numero uno nella gerarchia della Chiesa francese.

Ma quella frase, “Grazie a Dio”, usata dal regista François Ozon come titolo del suo film, è rivelatrice di un atteggiamento che se non sconfina nel reato di omissione rivela il comportamento a lungo seguito dalla Chiesa, o da gran parte dei suoi più autorevoli rappresentanti. Interrogato sul fatto che un suo sacerdote pedofilo l’avesse fatta franca per tanto tempo, il cardinale Barbarin si è lasciato sfuggire che «Grazie a Dio è intervenuta la prescrizione». Come se quest’ultima, prevista dalla giustizia laica, equivalesse anche a un’assoluzione della Chiesa. Ed esentasse dunque quest’ultima dal prendere decisioni per fermare e punire l’azione del prete. Il cardinale ha riconosciuto il lapsus. François Ozon non l’ha perdonato. Il titolo del suo film è come uno schiaffo. Ozon è garbato nella narrazione e nelle immagini. “Grâce à Dieu” è uscito in 307 sale, in tutta la Francia, al momento giusto: mentre a Roma si riuniva l’eccezionale assemblea di vescovi per trattare il problema della gli abusi sessuali su minori. Fino all’ultimo la proiezione del film, che ha ricevuto il Gran Premio della giuria al festival di Berlino, ha rischiato di non essere autorizzata.

Bernardo valli per L’Espresso / articolo completo
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Ingresso
Intero • € 8,00
Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
Ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
Omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica
Ridotto studenti under 18 • € 5,00
Ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00

 

Dalle 19.00 alle 21.00
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/ CINEMA
per la rassegna ECCE PIZZE – film gratuiti per studenti universitari

ore 20.30

Una notte di 12 anni

di Álvaro Brechner
con Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort, César Troncoso, Soledad Villamil, Sílvia Pérez Cruz, Mirella Pascual, Nidia Telles, César Bordón, Luis Mottola
genere: drammatico – durata: 123 minuti – produzione: Francia, Argentina, Spagna 2018

Settembre 1973. L’Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato schiacciato e smantellato da un anno.Tre uomini lottano contro la dittatura.
Settembre 1973. L’Uruguay è sotto il controllo di una dittatura militare. Il movimento di guerriglia dei Tupamaros è stato schiacciato e smantellato da un anno. I suoi membri sono stati imprigionati e torturati. In una notte di autunno, nove prigionieri Tupamaro vengono portati via dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta che durerà 12 anni. Da quel momento in poi, verranno spostati, a rotazione, in diverse caserme sparse nel Paese e assoggettati a un macabro esperimento; una nuova forma di tortura mirata ad abbattere le loro capacità di resistenza psicologica. È interessante che a distanza di pochi giorni arrivino nelle sale cinematografiche italiane due opere che ci ricordano ciò che accadde in due Paesi dell’America Latina nella seconda metà del secolo scorso. Si tratta del documentario ”Santiago, Italia” di Nanni Moretti sul Cile e di questo film.

 

ore 22.30

Roma

di Alfonso Cuarón
con Marina de Tavira, Marco Graf, Yalitza Aparicio, Daniela Demesa, Diego Cortina Autrey, Carlos Peralta, Nancy García García, Verónica García, Andy Cortés
genere: drammatico – durata: 135 minuti – produzione: Messico, USA 2018

In un bianco e nero pastoso che mescola ricordi nostalgici e denuncia sociale, con ‘Roma’ Cuaron torna alle proprie radici e racconta il Messico della sua infanzia.
Cuarón ci guida nell’ epica quotidiana dei ricordi personali, dove i suoi e i nostri occhi sono quelli di una piccola-grande donna, vera testimone della formazione esistenziale del regista ma anche della vita di un paese alle prese coi turbolenti travagli di un’epoca. Il fim prende il titolo da un quartiere residenziale di Città del Messico,fotografato in un duro e splendente bianco e nero.
Leone d’oro a Venezia 2018
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Ingresso gratuito