16.00 e 19.30 Tutti pazzi a Tel Aviv / 17.45 Quando eravamo fratelli / 21.30 Le nostre battaglie

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Mercoledì 29 Maggio


/ CINEMA ore 16.00 e 19.30

Tutti pazzi a Tel Aviv (Tel Aviv On Fire)

di Sameh Zoabi
con Kais Nashif, Lubna Azabal, Yaniv Biton, Maisa Abd Elhadi, Nadim Sawalha, Salim Dau, Yousef ‘Joe’ Sweid, Amer Hlehel, Laëtitia Eïdo, Ashraf Farah
genere: commedia – durata: 100 minuti – produzione: Lussemburgo, Francia, Belgio, Israele 2018

Presentato nella sezione Orizzonti della 75. Mostra del Cinema di Venezia, Tel Aviv on Fire è un’intelligente commedia ambientata fra il set di una Soap Opera araba e la frontiera fra Gerusalemme e la Cisgiordania. Sameh Zoabi riesce a imbastire una storia che si lascia dietro i pregiudizi e si concentra invece sul progresso e sul futuro di una nazione frammentata e segnata da un odio secolare.
Sameh Zoabi, sceneggiatore e regista palestinese, già nei sui film precedenti, premiati in molti festival dal Sundance a Locarno, aveva cercato una chiave per raccontare il conflitto interno legato alla difficile condivisione dei territori con Israele.
Tel Aviv on Fire si affida ai toni del grottesco e alla leggerezza di una comicità parimenti intrisa di umorismo palestinese ed ebraico. La vicenda, quella di un aspirante sceneggiatore di una soap prodotta a Ramallah, ben si presta allo humour corrosivo che colpisce le caratteristiche entrambe le tradizioni. Salam, il protagonista, dovendo dar vita a un ebreo si fa aiutare da Assi, il capitano israeliano del posto di blocco che è costretto a passare ogni giorno.

Tra vivaci scambi di idee e humus condivisi, tra i due i punti di contatto si mostrano sempre più evidenti, anche quando litigano per quale piega far prendere alla soap. Fino al colpo di scena finale, che fa letteralmente saltare ogni barriera. E’ in questo senso particolarmente interessante che una parte dell’ambientazione sia proprio un posto di blocco, frontiera fisica culturale e mentale. Corrispettivo reale delle differenze che la soap fa rivivere sul set. La vita è un film, il finale è nelle mani degli uomini.
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Ingresso
Intero • € 7,00
Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
Ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
Omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica
Ridotto studenti under 18 • € 5,00
Ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00


/ CINEMA ore 17.45

Quando eravamo fratelli

di Jeremiah Zagar
con Raúl Castillo, Josiah Gabriel, Terry Holland, Isaiah Kristian, Evan Rosado, Sheila Vand
genere: drammatico – durata: 94 minuti – produzione: USA 2018

Il racconto autentico e pieno di vita dell’infanzia di 3 bambini, tra crescita e scoperta della propria individualità. Uroviglio emotivo, realistico, pulsante e terribilmente magnetico per lo spettatore.
Gli americani lo definirebbero un film con un’atmosfera da “poor-but-happy-family”. In Italia faremmo fatica ad uscire dal generico “dramma familiare”. Quando eravamo fratelli, in originale We the animals, è semmai un groviglio emotivo realistico e pulsante di un corpo/famiglia continuamente scomposto e ricomposto nella trama, ma terribilmente magnetico per lo spettatore.

Tre i fratellini attorno ai dieci anni di mamma bianca italiana e padre portoricano che vivono nella provincia estrema dello stato di New York. Manny, Joel, Jonah sono inseparabili e sembrano comporre, appunto, un corpo unico. Visivamente avvinghiati in oggettive dall’alto sul lettone in cui dormono, insieme continuamente per ogni scorribanda in mezzo al bosco tra abitazioni diroccate o tra le mura di casa spesso roventi dove “ma” e “paps” litigano in continuazione con duri episodi di violenza, il trio esplora curiosamente lo spazio naturale circostante in un selvaggio passaggio tra pubertà e adolescenza.
Questo puzzle familiare minimo si sfalda drasticamente e si riappacifica ciclicamente. Famigliola non proprio abbiente, quell’appena sopra la soglia di povertà, scompiglio e caos casalingo.
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di Davide Turrini per Ilfattoquotidiano.it
> recensione completa
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Ingresso
Intero • € 7,00
Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
Ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
Omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica
Ridotto studenti under 18 • € 5,00
Ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00

 

Dalle 19.00 alle 21.00
PROVA L’APERICINEMA DE “I RAGAZZI DI SIPARIO
con le specialità preparate dai nostri ragazzi
APERICINEMA • ingresso al film + aperitivo = € 12,00

 

/ CINEMA ore 21.30
Per la rassegna CIAK SUL LAVORO
La rassegna Ciak sul lavoro, giunta quest’anno alla 14ª edizione, è promossa da Filcams CGIL di Firenze e Toscana e organizzata e curata da Associazione Anémic.

Le nostre battaglie

Sarà presente la sceneggiatrice Raphaelle Desplechin

di Guillaume Senez
sceneggiatura G. Senez, Raphaelle Desplechin
fotografia Elin Kirschfink
con Roman Duris, Basile Grunberger, Lena Girard Voss, Lucie Debay, Laure Calamy, Dominique Valadié
Francia/Belgio 2018, colore, 100 minuti

Il lavoro, la famiglia, il sindacato, la solidarietà. Valori per Olivier, il protagonista di queste nostre battaglie quotidiane, opera due (dopo Keeper) di Guillaume Senez (franco-belga nato a Bruxelles nel 1978 ha mosso i primi passi nel mondo del cinema con tre cortometraggi selezionati da diversi festival internazionali) destinati però a scontrarsi con la realtà molesta dei nostri tempi. Olivier lavora in fabbrica, di quelle ultima generazione (tipo Amazon): grandi nastri trasportatori, scaffali pieni di pacchi che gli addetti, tablet alla mano, scelgono, smistano, spediscono. La nuova alienazione. Oliver un caporeparto dal cuore tenero e dal volto umano, sempre a disposizione dei colleghi/compagni: sarebbe un ideale rappresentante sindacale. Ma così impegnato e sensibile fuori non lo è altrettanto in casa. Dove doveri e responsabilità ricadono sulle spalle della moglie, Laura. Che porta a scuola i bambini, gli prepara la cena, li aiutare a fare i compiti, li mette a letto. Troppo per una donna fragile. Che di ben altre attenzioni avrebbe bisogno. La depressione avanza. Subdola. Inquinante. Così un bel giorno Laura si dissolve nel nulla. Sparisce. In silenzio. Per Oliver comincia un’altra vita. Padre single senza punti di riferimento. Garanzie pubbliche e protezioni private. Troverà un nuovo equilibrio?

“Volevo raccontare – dice Senez – di come sia difficile preservare l’armonia e la stabilità sia dal punto di vista finanziario sia (soprattutto) da quello emotivo. Il film ha due diverse linee narrative: la scomparsa di Laura da un lato e la battaglia sociale di Olivier dall’altra. Non mi piace il cinema teorico o politico e cerco sempre di mantenermi a misura d’uomo, analizzando con sensibilità i suoi problemi”. Oliver ritrova la sorella (con inevitabili litigi), la collega sindacalista forse offre un nuovo rifugio sentimentale, la madre restituisce affetti domestici. Ma attorno è solo pioggia e nebbia. Disagio, sfruttamento, incertezza a 360 gradi. Marito stordito, padre amorevole, lavoratore solidale, uomo solo, compagno deluso, Roman Duris imprigiona nel suo volto tutti i segni dell’inquietudine e dell’inadeguatezza. Senez gira con coerenza e rigore, senza fronzoli e scene madri. Cura i dettagli, segue le stagioni del cuore e i ritmi della giornata (casa e lavoro), intercetta le sfumature psicologiche dei suoi protagonisti (grandi e piccini) in uno stile asciutto che unisce l’immediatezza alla Dardenne alla precisione formale. Presentato in anteprima a Cannes 2018, sezione Semaine de la Critique. Premio del pubblico e premio Cipputi all’ultimo Torino Film Festival.
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Ingresso
Intero • € 4,00