Naza, 16.00 (ita); Per silenzio e vento, 17.45 (ita); Palestina 36, 19.15 (ita); The Bibi files, 21.15 (vos)

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Mercoledì 14 Ottobre


/ CINEMA 16.00 (ita)

NAZA

di Yuval Abraham, Rachel Szor
Genere Documentario durata 80 minuti. Produzione Gran Bretagna 2026. 

Dopo il successo globale ottenuto con ”No Other Land”, la “metà” israeliana del collettivo di quattro registi del documentario premio Oscar sposta l’obiettivo dai territori occupati della Cisgiordania fino al cuore di Tel Aviv. 

Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell’intelligence e membri dell’esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Prodotto dal ‘The Guardian’ e dalle pubblicazioni israelo-palestinesi “+972 Magazine” e “Local call”, il documentario fa un resoconto delle tecnologie – dalle intercettazioni all’hackeraggio, per arrivare all’intelligenza artificiale – usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni. 

Con la produzione esecutiva di Jonathan Glazer e la consulenza di Laura Poitras, l’opera di Abraham e Szor si configura come un atto necessario di resistenza e di responsabilità che viene dall’interno della società israeliana, giusto correlativo di un’opinione pubblica globale ed europea del 2026 che (troppo) lentamente e dolorosamente ha preso coscienza sul tema, e che per il cinema è passata attraverso il ruolo giocato da altri titoli come il sopracitato ”No other land” e il più controverso ”La voce di Hind Rajab”. A loro – e ai tanti altri documentaristi che in questi anni stanno componendo una galassia di ricchissimi materiali – ‘Naza’ fa seguito con un approccio più analitico e razionale, benché ugualmente sconvolgente.

 


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CINEMA 17.45 (ita)

PER SILENZIO E VENTO

di Marco Zuin
con Matteo Righetto
Documentario, 82 minuti, Italia 2026

Il documentario si apre con i suoni del vento e del mare, ma le immagini mostrano tracce di vita in montagna: un fossile, un prato, una ghiandaia, orme di animali, un palco di capriolo. Tracce che parlano di un passato profondo e di un legame ancestrale con la natura. Cosa significa oggi salire in vetta? Ha ancora senso parlare di eroismo e velocità, o la montagna dovrebbe insegnarci qualcosa di diverso? Lo scrittore, in una piccola baita, legge appunti per un libro. Le sue riflessioni, presenti lungo il film, guidano lo spettatore in un dialogo intimo e argomentativo. Si alternano escursioni, incontri con alpinisti di generazioni diverse, tra cui una giovane climber e una leggenda degli 8000. Insieme percorrono spettacolari itinerari, riflettendo su come le Dolomiti siano sentinelle della crisi climatica e simboli di un possibile cambiamento: vivere più lentamente, riscoprendo il selvatico e contrastando la frenesia urbana. Il documentario mostra anche le contraddizioni: code di auto, turisti inconsapevoli, alpinisti che vedono nello scioglimento dei ghiacciai nuove opportunità, ignorando la fragilità dell’ambiente. Filmati di famiglia in Super8 si intrecciano con immagini contemporanee, mostrando come il paesaggio sia cambiato in pochi decenni e mettendo in luce la relazione tra uomo e montagna.

 


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CINEMA 19.15 (ita)

PALESTINA 36

Regia di Annemarie Jacir
con Jeremy Irons, Liam Cunningham, Robert Aramayo, Billy Howle, Christopher VilliersBiografico, 2025

Annemarie Jacir racconta con intensità una pagina cruciale della storia palestinese, intrecciando memoria, identità e desiderio di libertà

Palestina, 1936. La rivolta che conquistò un Impero. Mentre i villaggi della Palestina Mandataria si ribellano al dominio coloniale britannico, Yusuf oscilla tra la sua casa rurale e l’energia inquieta di Gerusalemme, desideroso di un futuro al di là dei crescenti disordini.

 


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CINEMA 21.15 (vos)
proiezione in lingua originale con sottotitoli

THE BIBI FILES

Di Alexis Bloom
Con Benjamin Netanyahu, Raviv Drucker, Nimrod Novik
Stati Uniti | 2024 | 83′ | versione speciale italiana

Chi è davvero Benjamin Netanyahu? Come è riuscito a sopravvivere a scandali, processi, proteste, guerre e crisi politiche? E quanto è disposto a fare pur di restare al potere? Per capire le prossime elezioni israeliane, bisogna conoscere la storia che le ha precedute. The Bibi files porta quella storia sul grande schermo. Il film vietato in Israele che Netanyahu ha cercato di fermare arriva in Italia alla vigilia delle elezioni.

A poche settimane dalle elezioni che potrebbero decidere il futuro politico di Netanyahu, arriva nei cinema italiani THE BIBI FILES, l’esplosivo documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Al centro del film ci sono immagini straordinarie e mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano.
Centinaia di ore di materiale riservato, trapelato fuori da Israele, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dai comizi, dalle conferenze stampa e dalla comunicazione ufficiale: non il leader davanti alle telecamere, ma l’uomo interrogato dalla polizia, chiamato a rispondere delle accuse che da anni accompagnano la sua carriera politica. Sigari, champagne, regali di lusso, favori, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell’informazione. Ma The Bibi Files va molto oltre l’inchiesta giudiziaria.
Attraverso testimonianze, materiali d’archivio e gli interrogatori segreti, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader?
Il documentario segue così il filo che unisce le accuse di corruzione, il progressivo avvicinamento di Netanyahu all’estrema destra israeliana, lo scontro sul sistema giudiziario e la trasformazione politica di Israele, fino alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza. Non è soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. È un’indagine sul rapporto tra potere, giustizia e sopravvivenza politica, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese.

 

 

Costo biglietti
intero • € 8,00
ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
ridotto studenti under 18 • € 5,00
ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00
omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica