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16.30, 18.00 e 19.30 Parigi a piedi nudi / 21.30 Dove non ho mai abitato

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Mercoledì 30 Maggio


/ CINEMA ore 16.30, 18.00 e 19.30

Parigi a piedi nudi

Di Dominique Abel, Fiona Gordon
Con Dominique Abel, Fiona Gordon, Emmanuelle Riva, Pierre Richard, Emmy Boissard Paumelle, Céline Laurentie, Charlotte Dubery, David Palatino, Frédéric Meert, Guillaume Delvingt.
Genere: commedia – durata: 84 minuti – produzione: Francia, Belgio 2016

Il cinema di Fiona Gordon e Dominique Abel smentisce le apparenze. Lo crediamo minimalista ma a torto perché ciascuna immagine dispiega un ventaglio di idee, di invenzioni, di emozioni. Lo crediamo artificioso e costruito con precisione millimetrica ma in realtà diventa ogni volta terreno di gioco dove tutto slitta traboccando libertà, spontaneità e audacia.
Fiona, bibliotecaria canadese, riceve una lettera da una vecchia zia partita anni prima per Parigi. Martha ha ottantotto anni, la testa tra le nuvole e la paura di finire in un ricovero. Per scongiurare l’ipotesi chiede aiuto alla nipote che sacco in spalla sbarca in città. Eterna ‘gaffeuse’, Fiona si perde, finisce a bagno nella Senna e fa la conoscenza di Dom, un clochard seduttore che vive sulle sponde del fiume. Dom si invaghisce di Fiona e la segue dappertutto. Da principio infastidita, comprende presto di aver bisogno di lui per ritrovare Martha, misteriosamente scomparsa.

Questo gioco dei contrari è appannaggio dei grandi artisti. Comparati regolarmente a Jacques Tati, di cui Gordon e Abel rivendicano con rispetto l’ascendente, se ne appropriano offrendogli una nuova giovinezza, senza cadere mai nella citazione reverenziale e museale. Che disegnino il ritratto di una donna che scopre la sua dipendenza dal freddo (”L’Iceberg”) o la storia d’amore tra una fata e un portiere d’albergo (”La Fée”), le loro opere tracciano una strada singolare e funambolica, oscillando tra dramma e burlesque, che riposa sul principio quasi immutabile di un corpo (fisico o sociale) di fronte a un’avversità (materiale o esistenziale).

La dimensione ludica e poetica del loro lavoro non è mai sterile o naïve e interroga il mondo in maniera garbatamente assurda prima di incantarlo. Equivoci, abbagli, casualità, felicità o tragedie nutrono una sceneggiatura che pesca nei piccoli drammi anonimi del nostro quotidiano e tra gli outsiders eccentrici che lo calcano con piedi enormi. Una straniera smarrita, un senza tetto lunare, una donna âgée e il suo antico amore si cercano, si trovano e si perdono ancora lungo le strade di Parigi, sulle rive della Senna, dentro appartamenti haussmaniani o tende canadesi.

Ricreazione di piste colorate e ludiche, ‘Parigi a piedi nudi’ è definitivamente un burlesque francese, benché Fiona Gordon sia canadese e Dominique Abel belga. Attori e autori dalla personalità gentile, aggiungono sempre ai propri personaggi una presenza irreale. Fata dinoccolata lei, clown attonito lui, le silhouette filiformi, quasi giacomettiane, tendono sempre verso la danza e si allacciano questa volta in un tango elastico su un bateau-mouche. Il pericolo del burlesque è di cedere talvolta all’artificio o alla poesia leziosa ma Gordon e Abel lo eludono correggendo la gentilezza dei loro protagonisti con un pizzico di crudeltà o una nota di malcontento come nella scena al cimitero, dove un elogio funebre deraglia fino all’insulto. Lo aggirano ancora riproducendo in maniera inedita una porzione di reale.
> Leggi tutto l’articolo di Marzia Gandolfi
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Ingresso
Intero • € 7,00
Ridotto soci UniCoop Firenze • € 6,00
Ridotto over 65 (fino alle ore 18.30, esclusi festivi e prefestivi) • € 6,00
Omaggio bambini • ingresso omaggio solo la domenica
Ridotto studenti under 18 • € 5,00
Ridotto studenti universitari (solo per ultima replica del giorno) • € 5,00

 

Dalle 19.00 alle 21.00
PROVA L’APERICINEMA DE “I RAGAZZI DI SIPARIO
con le specialità preparate dai nostri ragazzi
APERICINEMA • ingresso al film + aperitivo = € 12,00

 

/ CINEMA ore 21.30
per la rassegna “Ciak sul lavoro”

Dove non ho mai abitato

Sarà presente il regista Paolo Franchi
Regia: Paolo Franchi
Sceneggiatura: P. Franchi, Rinaldo Rocco, Daniela Ceselli
Fotografia: Fabio Cianchetti
Musica: Pino Donaggio
Interpreti: Emanuelle Devos, Fabrizio Gifuni, Giulio Brogi, Hyppolite Girardot, Isabella Briganti, Fausto Cabra
Italia 2017; colore; 92 minuti

Un architetto concentrato sul proprio lavoro, solitario e insoddisfatto, vittima delle gabbie da lui stesso create. Una donna problematica, sposata con un uomo più anziano, un rapporto conflittuale con la figlia e con il padre, una donna che ha rinunciato a tutto per paura, perennemente in fuga. L’incontro sarà inevitabile, foriero di sollecitazioni, rivelazioni, entusiasmi, inquietudini. Ciascuno a suo modo ha azzerato sentimenti e passioni: lei nella solidità con pochi rischi di una vita borghese, lui nel nome di una carriera che lo identifica. Torino si presta, con la sua luce profonda e defilata, a fare da fondale a questa che prima che una storia d’amore (galeotto sarà la villa da ristrutturare) è un intreccio di rapporti familiari, difficili, sfilacciati, riverberati di padre in figlio, corredati da incomprensioni e assoluzioni, pronti a esplodere e già esplosi, erosi dalla negligenza e dalla caparbietà di sentirsi comunque migliori.

L’inclinazione registica è un lavoro sotterraneo, sottilmente crudele, di scavo psicologico tenuto a freno con rigoroso senso del “divenire”, emotivamente culminate nel finale, fra i più intensi e convincenti del recente cinema italiano. Franchi (dopo Nessuna qualità agli eroi e E la chiamano estate, e relativi sciami polemici) gira un film di rarefatta e sincopata energia, un movimento d’anima e corpo che ruota dall’interno, mormorio lento e inesorabile, e sbuca fuori a tratti nel solco di scene madri che potrebbero esserlo ma in fondo non lo sono. Più che un moderno melodramma, un kammerspiel d’antico stampo, dal fascino struggente, come un racconto di Schnitzler, una ballata di Maupassant, altalena di sguardi, simmetrie di attese, raggelata frenesia di sensi che si mettono alla prova, giostrati con alchemico pudore e silenziosa condiscendenza dai due protagonisti, in stato di grazia e sottile equilibrismo.
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Ingresso
Biglietto unico • € 4,00